Quali sono i benefici di una corretta esposizione al Sole

Il sole è l’elemento naturale che rappresenta la vita, la luce, il giorno, tutto ciò che è manifesto. A livello energetico influenza le nostre vite.

Non si tratta solo di raggi solari a contatto con la pelle ma c’è molto di più. Esporsi al sole è l’azione che stimola il sistema neuroendocrino e aumenta la produzione di serotonina.

Proteggersi dalle radiazioni solari, però, è fondamentale, in particolare dagli UVA e dagli UVB.

Questi infatti sono responsabili di danni alla pelle a lungo e breve termine.

Nello specifico, i raggi UVB sono responsabili dell’infiammazione della pelle, ovvero scottatura ed eritema che colpiscono prevalentemente bambini e adulti dalla carnagione chiara.

I raggi UVA provocano danni agli occhi, invecchiamento precoce della pelle e foto dermatiti.

Questi ultimi, rispetto agli UVB, penetrano in profondità nella pelle raggiungendo il derma e danneggiando i fibroblasti (le cellule deputate alla produzione di collagene ed elastina, proteine che mantengono la cute elastica e compatta).

Un’ esposizione eccessiva a queste radiazioni, inoltre, aumenta il rischio di tumore cutaneo e altera il corretto funzionamento del sistema immunitario.

Da non dimenticare poi i raggi infrarossi (IR). Gli infrarossi sono responsabili di danni alla pelle poiché inducono la formazione di radicali liberi e accellerano il processo d’invecchiamento.

Benefici dell’esposizione al sole

Il sole non rappresenta tuttavia solo un rischio.

Se ti esponi al sole applicando una crema solare adeguata, ed eviti le ore più calde della giornata puoi godere dei suoi effetti benefici. Eccone alcuni:

  • Ha azione battericida nei confronti della pelle.
  • Promuove la sintesi della vitamina D, indispensabile per il corretto mantenimento delle ossa e dei denti.
  • Rappresenta un antidepressivo naturale, perché influenza la produzione della serotonina, l’ormone del buonumore da parte del cervello.
  • Ci riscalda, grazie al calore trasmesso dai raggi infrarossi.
  • Infine, ci abbronza donandoci quel colore ambrato che abbiamo desiderato per tutto l’inverno!

Esporsi al sole, sia pure con le dovute cautele è l’unico modo per garantirti un certo quantitativo di vitamina D necessario per mantenere in salute le ossa e tutto l’organismo.

Il 70% degli italiani è sotto i livelli minimi di questo prezioso micronutriente con grave rischio di osteoporosi.
La vitamina D, infatti, assorbita dal sole o sintetizzata dal cibo contribuisce alla fissazione del calcio nelle ossa per renderle più robuste, preservandole dalle fratture.

In natura le fonti di approvvigionamento di vitamina D sono due, la luce del sole e gli alimenti.

L’esposizione al sole senza filtri è necessaria per stimolare la vitamina D.

Secondo molti studi, i filtri solari riducono drasticamente la produzione di vitamina D: un fattore di protezione – SPF 8 la riduce del 95%, un SPF 15 di più del 98%.

Ecco perché i filtri vanno applicati solo dopo il tempo raccomandato per l’assorbimento degli UBV senza protezione.
Bastano 40 minuti al giorno in maglietta e pantaloni corti d’estate per farsi una scorta di vitamina D per tutto l’inverno.
Il cibo è la seconda fonte di vitamina D, ma è difficile quantificarne l’assunzione perché la presenza negli alimenti più diffusi è minima.

Come utilizzare le creme solari

I solari, come tutti i cosmetici, hanno una data di scadenza valida dall’apertura del prodotto, indicata da un numero vicino alla scritta PAO e generalmente per le creme solari è di 8-12 mesi,

L’hai usata per un mese, forse meno e, a guardarla, la tua crema da sole sembra nuova.

Ma sarà anche “buona”?
Devi sapere che il caldo, l’aria e altri fattori possono accorciargli la vita. Vediamo, allora, quando buttare la vecchia crema solare e quando, invece, usarla ancora.

Perché buttarla?

L’hai portata sempre in spiaggia?
Se un prodotto solare è esposto a elevate temperature, si alterano le sue caratteristiche chimiche, i microrganismi vi si possono riprodurre e l’efficacia del filtro non è più garantita.

Un altro fattore da tenere presente è la formulazione del solari, infatti quelli in crema entrano più facilmente in contatto con aria, dita e microbi, inoltre se il tappo non viene chiuso ermeticamente la sabbia si può sempre infilare; discorso diverso con i solari spray che temono solo le alte temperature.

Se il solare non è scaduto prima di portarlo di nuovo al mare o in piscina è bene fare un facile test casalingo, controlla se odore, colore e consistenza non sono alterate.

Io comunque consiglio sempre di buttare un prodotto solare dopo 6 mesi dall’apertura.

Quando acquisti un prodotto cosmetico è sempre opportuno leggere con cura l’INCI in modo da sapere cosa andremo a utilizzare sulla nostra pelle e diffida dalle etichette illeggibili.

Vuoi sapere quali sono le creme solari più adatte a te?

Vieni a fare il check-up della MELANINA per valutare il tuo fototipo e scegliere i prodotti giusti per la tua pelle.
Conoscere il proprio FOTOTIPO è il punto di partenza per preservare la salute della propria pelle e per comportarsi correttamente durante l’esposizione solare.

La dermatologia ha individuato sei tipologie di fototipo, distinguendo in base alla reazione che la cute manifesta nei confronti dei raggi UV. Questa capacità di risposta e autoprotezione è dovuta alla quantità di melanina presente nell’epidermide.

La melanina è un pigmento foto protettivo, responsabile della colorazione della pelle umana. Questo polimero complesso, sintetizzato da un enzima chiamato tirosinasi, ha sede, oltre che nella cute, anche in altri parti del corpo: capelli, retina, midollo e ghiandola surrenale.

La sua funzione principale è di tipo protettivo: essa assorbe e respinge le radiazioni solari attraverso la formazione di uno schermo che funge da filtro. Però, la sua efficacia, nel contrasto dell’azione nociva dei raggi UV, non è assoluta, ma più o meno efficace a seconda della quantità presente.

I fattori che influiscono sulla sua distribuzione all’interno della cute sono diversi e legati all’etnia, all’età, alla regione corporea e, in misura minore, anche alle proprie abitudine e al proprio stile di vita.

 

Ora vediamo nello specifico le sei tipologie di fototipo.

 

  • Fototipo 1: è caratteristico delle persone che abitano le regioni nordiche. Si riconoscono per i capelli biondi o rossi, la carnagione molto chiara, gli occhi chiari e la presenza di lentiggini ed efelidi. Si scottano molto facilmente e non si abbronzano nemmeno dopo diverse esposizioni al sole. Queste persone dovrebbero evitare l’esposizione a tutti i raggi UV.
  • Fototipo 2: appartiene alle persone dalla pelle chiara e dal capello biondo o castano chiaro. Queste persone si arrossano spesso dopo l’esposizione al sole e rimediano, frequentemente, scottature ed eritemi. Ottengono una leggera abbronzatura solo dopo alcune esposizioni.
  • Fototipo 3: è il più diffuso in Italia. Riguarda soggetti dalla carnagione leggermente scura. Solitamente hanno capelli castani, occhi chiari o scuri. Si scottano difficilmente e si abbronzano abbastanza dopo qualche esposizione.
  • Fototipo 4: queste persone presentano un colorito olivastro, capelli scuri ed occhi neri. Raramente sono soggetti a scottature. Si abbronzano con facilità ed intensità, mantenendo il colore a lungo.
  • Fototipo 5: riguarda persone naturalmente abbronzate che presentano una pelle protetta per natura dall’esposizione solare. Hanno capelli neri e occhi scuri. Le persone del fototipo 5 non si scottano quasi mai.
  • Fototipo 6: caratterizza le persone con carnagione scurissima: capelli neri, pelle nera e occhi scuri. Abbondantemente protette dalle radiazioni solari, le persone di fototipo 6 non si scottano mai.

Il check-up della melanina è una preziosa analisi che va fatta sempre prima di esporsi ai raggi solari e prima di acquistare un cosmetico per capire se fa bene alla tua pelle.

Finalmente l’Estate 2019 ha fatto il suo ingresso, e ti voglio salutare con una citazione…

Non si può essere infelici quando si ha questo: l’odore del mare, la sabbia sotto le dita, l’aria, il vento.

(Irène Némirovsky)

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